fa5ad48a-17d8-4c3e-bafe-735784b3441b
1f5eefc6-5bd5-4671-a1fa-e7f943caac4c

3497368824

Dr. Romina Giuliani

rominagiuliani86@gmail.com

©

Dr. Romina Giuliani


facebook
instagram
linkedin
1f5eefc6-5bd5-4671-a1fa-e7f943caac4c

3497368824

rominagiuliani86@gmail.com

Dr. Romina Giuliani

Bromelina: tra infiammazione, stress ossidativo e medicina integrata

2026-05-22 11:58

Romina Giuliani

Bromelina: tra infiammazione, stress ossidativo e medicina integrata

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a guardare con crescente interesse alla bromelina, un complesso di enzimi proteolitici estratto p

 

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a guardare con crescente interesse alla bromelina, un complesso di enzimi proteolitici estratto principalmente dal gambo e dal frutto dell’ananas (Ananas comosus). Sebbene venga spesso associata esclusivamente alla digestione o al drenaggio dei liquidi, la letteratura scientifica più recente suggerisce un panorama biologico molto più ampio e complesso.

Una review pubblicata nel 2026 su Frontiers in Nutrition ha raccolto le principali evidenze disponibili riguardo la bromelina, approfondendone struttura chimica, biodisponibilità, meccanismi molecolari e potenziali applicazioni cliniche in differenti contesti patologici, dall’infiammazione cronica alle malattie metaboliche, cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche. 

 

Cos’è realmente la bromelina?

La bromelina è un insieme di enzimi proteolitici appartenenti alla famiglia delle cisteina-proteasi. Viene ottenuta prevalentemente dal gambo dell’ananas, che rappresenta anche la parte più ricca di questo complesso bioattivo. Dal punto di vista biochimico, la bromelina non è una singola molecola ma un insieme di enzimi, glicoproteine, fosfatasi, perossidasi e altri composti bioattivi che agiscono in maniera sinergica. Uno degli aspetti più interessanti riguarda la sua capacità di modulare simultaneamente numerosi pathway biologici coinvolti nello stress ossidativo, nell’infiammazione e nella regolazione immunitaria.

 

Bromelina e infiammazione: il ruolo su NF-κB e MAPK

Uno dei punti centrali della review riguarda l’attività antinfiammatoria della bromelina. Secondo gli autori, questo complesso enzimatico sembra interferire con alcuni dei principali pathway intracellulari coinvolti nell’infiammazione cronica sistemica, in particolare con la via di segnalazione NF-κB, considerata uno dei principali regolatori della trascrizione di citochine proinfiammatorie. La bromelina sembra infatti ridurre la traslocazione nucleare di NF-κB attraverso la stabilizzazione di IκBα e la modulazione delle vie MAPK, incluse ERK, JNK e p38. Tale attività è stata associata a una riduzione della produzione di mediatori proinfiammatori come TNF-α, IL-1β e IL-6, oltre a un miglioramento della permeabilità capillare e dell’edema nei modelli sperimentali. Questo aspetto è particolarmente interessante se inserito nel contesto delle patologie croniche caratterizzate da infiammazione persistente di basso grado, neuroinfiammazione e alterazioni immunometaboliche. La review sottolinea inoltre come la bromelina non sembri agire semplicemente come immunosoppressore, ma piuttosto come modulatore immunitario capace di adattare la risposta immunitaria al contesto biologico.

 

Stress ossidativo e pathway Nrf2

La review approfondisce anche il potenziale ruolo antiossidante della bromelina. Secondo gli studi analizzati, questo complesso enzimatico sembrerebbe favorire l’attivazione del pathway Nrf2, uno dei principali sistemi di difesa cellulare contro lo stress ossidativo. L’attivazione di Nrf2 è stata associata a un incremento dell’attività di enzimi antiossidanti endogeni, tra cui superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi. Parallelamente, alcuni modelli sperimentali hanno evidenziato una riduzione dei marker di perossidazione lipidica e dello stress ossidativo cellulare. Questi dati risultano particolarmente interessanti se inseriti nel quadro delle patologie croniche caratterizzate da disfunzione mitocondriale, neuroinfiammazione e alterazioni metaboliche persistenti. Sebbene i dati clinici sull’uomo siano ancora limitati, il coinvolgimento del pathway Nrf2 rende la bromelina un composto di crescente interesse nell’ambito della medicina integrata e della nutrizione funzionale.

 

Bromelina, dolore e neuroinfiammazione

La review raccoglie anche diversi studi sperimentali che suggeriscono un possibile ruolo della bromelina nella modulazione del dolore e dei processi neuroinfiammatori. In modelli animali, la supplementazione con bromelina è stata associata a una riduzione dell’iperalgesia e dell’allodinia, oltre a una diminuzione dell’espressione di mediatori proinfiammatori come IL-1β, TNF-α e PGE2. Secondo gli autori, tali effetti potrebbero essere legati sia alla modulazione di NF-κB sia alla riduzione dell’attivazione immunitaria periferica e centrale. Alcuni studi suggeriscono inoltre possibili effetti favorevoli sulla sensibilizzazione centrale e sui processi neuroinfiammatori associati al dolore persistente. Questi risultati stanno attirando attenzione soprattutto nell’ambito della fibromialgia, delle neuropatie e delle condizioni caratterizzate da dolore cronico diffuso. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che gran parte delle evidenze disponibili deriva ancora da modelli animali o studi in vitro e che le conferme cliniche sull’uomo sono ancora insufficienti.

 

Bromelina e salute metabolica

Secondo gli autori della review, la bromelina potrebbe influenzare anche il metabolismo energetico e lipidico. Diversi studi sperimentali suggeriscono infatti possibili effetti favorevoli sull’obesità, sull’iperlipidemia e sull’infiammazione metabolica. In modelli animali di steatosi epatica non alcolica, la bromelina ha mostrato un miglioramento dei parametri epatici e dei processi infiammatori associati all’accumulo lipidico. Altri studi hanno evidenziato potenziali effetti sulla fibrinolisi, sulla coagulazione e sulla modulazione dell’attività trombotica.

Secondo la review, tali effetti potrebbero essere mediati dalla capacità della bromelina di modulare contemporaneamente pathway infiammatori, stress ossidativo e metabolismo lipidico. Tuttavia, gli autori sottolineano la necessità di studi clinici controllati più ampi prima di poter definire con precisione il reale impatto clinico della bromelina nelle malattie metaboliche.

 

Un possibile ruolo nella medicina integrata?

Negli ultimi anni la bromelina è stata studiata anche come possibile supporto complementare in:

  • osteoartrosi;
  • dolore muscolare;
  • edema post-operatorio;
  • guarigione delle ferite;
  • ulcere gastriche;
  • oncologia integrata;
  • malattie cardiovascolari.

In alcuni studi clinici, la bromelina ha mostrato miglioramenti del dolore e della funzionalità articolare comparabili ad alcuni FANS, con una riduzione della produzione di prostaglandine infiammatorie come PGE2. Altri studi riportano effetti favorevoli sul gonfiore post-operatorio e sul dolore dopo estrazioni dentarie.

 

Biodisponibilità e limiti della ricerca

Uno dei limiti principali riguarda la biodisponibilità della bromelina. Essendo una proteina enzimatica, parte della bromelina può essere degradata a livello gastrico. Per questo motivo molte formulazioni commerciali utilizzano capsule gastroprotette o sistemi avanzati di delivery. La review sottolinea inoltre che:

  • mancano ancora studi clinici di grandi dimensioni;
  • i dosaggi utilizzati negli studi sono molto eterogenei;
  • la qualità delle formulazioni può influenzare significativamente l’efficacia biologica;
  • molti dati derivano da modelli sperimentali.

 

Conclusioni

La bromelina rappresenta probabilmente uno dei composti bioattivi più interessanti provenienti dal mondo vegetale. Le sue potenziali attività antinfiammatorie, antiossidanti, immunomodulanti e metaboliche la rendono particolarmente interessante nel contesto della medicina integrata e della nutrizione funzionale. Tuttavia, è importante evitare semplificazioni eccessive.La bromelina non può essere considerata una “cura” per le malattie croniche né sostituire terapie mediche validate. Le evidenze attuali suggeriscono però che la modulazione di pathway come NF-κB, MAPK e Nrf2 potrebbe rappresentare un interessante target biologico per future strategie nutrizionali e integrative.

La vera sfida dei prossimi anni sarà comprendere:

  • quali pazienti potrebbero beneficiarne maggiormente;
  • quali dosaggi siano realmente efficaci;
  • quali formulazioni garantiscano biodisponibilità adeguata;
  • quali effetti clinici siano riproducibili nell’uomo.

 

Sanlier N, Irmak E, Ankarali E. Potential health benefits of bromelain: a critical review of the current literature. Front Nutr. 2026;13:1744666. doi:10.3389/fnut.2026.1744666

 

fa5ad48a-17d8-4c3e-bafe-735784b3441b

Dr. Romina Giuliani

©


facebook
instagram
linkedin