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Stimolazione vagale e alimentazione: il ruolo dei cibi nel modulare l’asse intestino-cervello

2026-03-30 13:17

Romina Giuliani

Salute mentale, Asse intestino-cervello,

Stimolazione vagale e alimentazione: il ruolo dei cibi nel modulare l’asse intestino-cervello

IntroduzioneIl nervo vago rappresenta una delle principali vie di comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello, configurandosi come un element

Introduzione

Il nervo vago rappresenta una delle principali vie di comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello, configurandosi come un elemento chiave all’interno del microbiota–gut–brain axis. Attraverso una complessa rete di afferenze e efferenze, esso contribuisce alla regolazione di funzioni fondamentali quali digestione, infiammazione, risposta allo stress e stato emotivo.

Negli ultimi anni, l’interesse scientifico si è progressivamente spostato verso strategie non farmacologiche in grado di modulare il tono vagale. Tra queste, l’alimentazione emerge come un potente modulatore, sebbene spesso in maniera indiretta e mediata da molteplici meccanismi fisiologici.

 

Il nervo vago: tra omeostasi e regolazione emotiva

Il nervo vago è il principale componente del sistema nervoso parasimpatico e svolge un ruolo cruciale nel mantenimento dell’omeostasi. Le sue fibre afferenti trasmettono informazioni viscerali al sistema nervoso centrale, mentre quelle efferenti modulano funzioni come la motilità gastrointestinale, la secrezione enzimatica e la risposta immunitaria.

Un elevato tono vagale è associato a:

  • migliore regolazione emotiva,
  • ridotta risposta allo stress,
  • minore stato infiammatorio,
  • maggiore flessibilità fisiologica.

Al contrario, una riduzione dell’attività vagale è stata osservata in diverse condizioni, tra cui disturbi dell’umore, disturbi del comportamento alimentare e neurodivergenze.

 

Alimentazione e tono vagale: un’interazione indiretta ma significativa

È importante chiarire che non esistono alimenti in grado di “attivare” direttamente il nervo vago come uno stimolo acuto. Tuttavia, il cibo può influenzare profondamente il tono vagale attraverso una serie di meccanismi integrati.

1. Segnali viscerali e distensione gastrica

L’assunzione di cibo, in particolare in forma liquida o semiliquida, attiva meccanocettori presenti nello stomaco. Questi segnali vengono trasmessi al cervello tramite afferenze vagali, contribuendo alla regolazione della sazietà e della risposta parasimpatica post-prandiale.

2. Modulazione del microbiota intestinale

La dieta rappresenta uno dei principali determinanti della composizione e funzione del microbiota intestinale. Fibre prebiotiche e alimenti fermentati favoriscono la produzione di metaboliti bioattivi, come gli acidi grassi a corta catena (SCFA), in particolare il butirrato.

Gli SCFA sono in grado di:

  • modulare l’infiammazione intestinale,
  • influenzare la permeabilità della barriera intestinale,
  • interagire con il sistema nervoso enterico,
  • attivare indirettamente la segnalazione vagale.

3. Produzione di neurotrasmettitori intestinali

Circa il 90% della serotonina è prodotto a livello intestinale. Nutrienti come il triptofano, presente in diversi alimenti proteici, contribuiscono alla sintesi di serotonina e altri neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore e del comportamento alimentare.

4. Ormoni intestinali e risposta vagale

L’assunzione di grassi e proteine stimola il rilascio di ormoni come la colecistochinina (CCK), che agiscono anche attraverso il nervo vago per modulare la sazietà e la digestione.

5. Riduzione del carico allostatico

Alimenti facilmente digeribili, caldi e nutrienti possono ridurre il carico fisiologico sull’organismo, favorendo una predominanza parasimpatica. Questo aspetto è particolarmente rilevante in condizioni di stress cronico o disregolazione del sistema nervoso autonomo.

 

Il caso delle zuppe: un modello alimentare vagale-friendly

Le preparazioni liquide e calde, come zuppe e brodi, rappresentano un interessante modello alimentare per comprendere l’interazione tra cibo e tono vagale.

Questi alimenti:

  • favoriscono una distensione gastrica graduale,
  • sono generalmente più digeribili,
  • contribuiscono a un segnale di “sicurezza metabolica”,
  • possono veicolare fibre, micronutrienti e composti bioattivi.

Il loro effetto non è diretto, ma si inserisce in una rete di segnali che promuovono uno stato parasimpatico.

 

Implicazioni cliniche e applicazioni nelle neurodivergenze

La modulazione del tono vagale attraverso l’alimentazione assume particolare rilevanza in ambito clinico, soprattutto nelle condizioni caratterizzate da disregolazione del sistema nervoso autonomo.

Nel contesto delle neurodivergenze (ADHD, autismo e profili AuDHD), si osservano frequentemente:

  • alterazioni del tono vagale,
  • disfunzioni del microbiota intestinale,
  • difficoltà nella regolazione interocettiva,
  • pattern alimentari discontinui o selettivi.

In questi casi, l’alimentazione può rappresentare uno strumento di regolazione, non solo nutrizionale ma anche neurofisiologica.

È fondamentale, tuttavia, adottare un approccio:

  • non coercitivo,
  • sensorialmente rispettoso,
  • adattato alle specificità individuali.

 

Conclusioni

L’alimentazione non rappresenta uno strumento diretto di stimolazione vagale, ma può contribuire in modo significativo alla modulazione del tono vagale attraverso meccanismi complessi e integrati.

In un’ottica PNEI, il cibo non è soltanto nutrimento, ma anche informazione: un insieme di segnali che il corpo interpreta per orientarsi tra sicurezza e minaccia.

Promuovere un’alimentazione che favorisca la regolazione del sistema nervoso autonomo significa, quindi, intervenire non solo sulla salute metabolica, ma anche sul benessere emotivo e cognitivo.

 

  • Bonaz, B., Bazin, T., & Pellissier, S. (2018). The vagus nerve at the interface of the microbiota–gut–brain axis. Frontiers in Neuroscience.
  • Mansuy-Aubert, V. et al. (2023). Short-chain fatty acids: the messengers from the gut. Frontiers in Neuroscience.
  • Merlo, G. et al. (2024). Gut microbiota, nutrition, and mental health. Frontiers in Nutrition.
  • Cook, T. M. et al. (2021). Microbiota-derived metabolites and vagal signaling. (Cell/Cell Reports area)
  • Longo, S. et al. (2023). Microbiota–gut–brain axis and vagus nerve in metabolic regulation.
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