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Omega3 e neurodivergenze: basi neurobiologiche e razionale clinico

2026-02-09 10:29

Romina Giuliani

Salute mentale, Adattogeno, Longevity, Alimentazione, Nutraceutica, Autismo, ADHD, CVD, Sistema immunitario, Stress, adhd, microbiotaedintorni, spettro-autistico, neurodivergenza, audhd, omega3,

Omega3 e neurodivergenze: basi neurobiologiche e razionale clinico

Gli acidi grassi Omega-3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), rappresentano componenti essenziali per la strut

Gli acidi grassi Omega-3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), rappresentano componenti essenziali per la struttura e la funzione del sistema nervoso centrale. Il DHA costituisce una quota significativa dei fosfolipidi delle membrane neuronali, contribuendo alla loro fluidità e influenzando direttamente la trasmissione sinaptica e la plasticità cerebrale.

 

Nelle neurodivergenze, inclusi i profili AuDHD, numerosi studi hanno evidenziato alterazioni nei processi di neuroinfiammazione, stress ossidativo e modulazione dei neurotrasmettitori. In questo contesto, l’integrazione di Omega-3 è stata oggetto di crescente interesse scientifico per il suo potenziale ruolo neuroprotettivo.

 

Dal punto di vista infiammatorio, EPA e DHA modulano la produzione di eicosanoidi e resolvine, riducendo l’attivazione microgliale e l’espressione di citochine pro-infiammatorie. Questo aspetto è particolarmente rilevante poiché l’infiammazione cronica a basso grado è frequentemente descritta nei disturbi del neurosviluppo.

 

Un ulteriore meccanismo riguarda la modulazione neurotrasmettitoriale. Gli Omega-3 influenzano la disponibilità e la funzione di dopamina e serotonina, sistemi centrali nella regolazione dell’attenzione, dell’umore e dell’impulsività. È stato inoltre ipotizzato un ruolo nel bilanciamento del glutammato, riducendo l’eccitotossicità neuronale.

 

Sul piano clinico, meta-analisi e studi randomizzati controllati suggeriscono che l’integrazione di Omega-3 possa determinare miglioramenti modesti ma significativi su alcuni domini comportamentali, come iperattività, disattenzione, irritabilità e qualità del sonno. L’efficacia appare variabile e fortemente dipendente dal profilo individuale, dalla formulazione utilizzata e dal rapporto EPA:DHA.

 

Le evidenze attuali supportano l’utilizzo degli Omega-3 come intervento di supporto, da inserire all’interno di un approccio integrato e personalizzato che tenga conto di alimentazione, microbiota, stile di vita e comorbidità.

 

Bloch MH, Qawasmi A. Omega-3 fatty acid supplementation for ADHD. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry.

Chang JP-C et al. Omega-3 polyunsaturated fatty acids in ADHD. Neuropsychopharmacology.

Gow RV et al. Omega-3 fatty acids and cognition in neurodevelopmental disorders. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids.

Mazahery H et al. Effect of omega-3 supplementation in autism spectrum disorder. Nutrients.

Parletta N et al. Nutritional modulation of cognitive function. Frontiers in Human Neuroscience.

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