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Selettività alimentare e autismo: una revisione sistematica sul legame tra sensorialità e comportamento alim

2025-10-14 09:37

Romina Giuliani

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Selettività alimentare e autismo: una revisione sistematica sul legame tra sensorialità e comportamento alimentare

Una revisione sistematica rivela come la selettività alimentare nei bambini autistici sia legata a ipersensibilità sensoriale, rigidità comportamentale e pre

Mangiare non è un atto puramente biologico: coinvolge emozioni, sensazioni e interazioni complesse tra cervello e corpo. Nei bambini con disturbo dello spettro autistico (ASD), il momento del pasto può trasformarsi in una vera sfida. Texture, odori, colori o rumori possono risultare eccessivamente stimolanti, portando a rifiuti alimentari selettivi e rigidità nelle scelte.
Una nuova revisione sistematica condotta da Ferrara e colleghi (2025) ha esplorato in modo approfondito la natura, la prevalenza e i fattori correlati alla selettività alimentare nei bambini nello spettro autistico, analizzando gli studi pubblicati tra il 2014 e il 2024.

Metodi in breve

Gli autori hanno analizzato 222 articoli provenienti da PubMed, Web of Science ed EBSCO, selezionando 9 studi che rispettavano criteri rigorosi di qualità metodologica.
I bambini coinvolti avevano diagnosi di ASD confermata tramite DSM-5, ICD-10 o strumenti standardizzati di valutazione (es. ADOS, ADI-R, CARS).

Selettività alimentare: natura e prevalenza

Cinque studi hanno esaminato quanto e come la selettività alimentare sia presente nei bambini nello spettro.
I risultati mostrano che:

  • la consistenza, l’aspetto, il colore e l’odore del cibo sono tra i principali fattori di rifiuto;

  • i bambini ASD prediligono cibi semplici e prevedibili (riso, pasta, cereali);

  • consumano meno frutta e verdura, con conseguente rischio di carenze vitaminiche e minerali;

  • la severità della selettività tende a ridursi con l’età, pur mantenendo caratteristiche persistenti di rigidità alimentare.

Un dato interessante: i punteggi di autismo aumentano proporzionalmente al consumo di cibi amidacei e diminuiscono con una dieta più varia e ricca di vegetali — segno del legame tra profilo comportamentale e scelte alimentari.

Elaborazione sensoriale e rapporto con il cibo

Due studi inclusi hanno indagato il ruolo della ipersensibilità sensoriale nei comportamenti alimentari.
I bambini ASD presentano una maggiore reattività a stimoli tattili, olfattivi e gustativi, mostrando difficoltà a tollerare texture, sapori e temperature.
Anche se lo stato nutrizionale complessivo non differiva significativamente dai coetanei neurotipici, le preferenze alimentari erano molto più limitate, con un repertorio ristretto e monotono.

Comportamenti problematici durante i pasti

Altri due studi (Spagna e India) hanno analizzato il comportamento a tavola.
I bambini ASD mostravano:

  • rifiuto del cibo e scarsa varietà;

  • comportamenti dirompenti o oppositivi (necessità di attenzione per mangiare, rituali rigidi);

  • bassa risposta alla sazietà e piacere ridotto nel mangiare.

La revisione evidenzia inoltre un doppio rischio: sottopeso e carenze nutrizionali in alcuni bambini, ma anche sovrappeso o obesità in altri, legati a diete monotone e ipercaloriche.

Interpretazione e implicazioni cliniche

Dai dati emerge un filo conduttore chiaro: la selettività alimentare non è un “capriccio”, ma una risposta neuro-sensoriale e comportamentale complessa, spesso amplificata da esperienze negative a tavola o da tentativi di forzare l’alimentazione.

Gli autori propongono un approccio integrato che includa:

  • valutazione del profilo sensoriale individuale;

  • strategie di desensibilizzazione graduale (esplorazione, gioco, manipolazione del cibo);

  • supporto multidisciplinare (nutrizionista, terapista occupazionale, psicologo);

  • educazione genitoriale per ridurre ansia, aspettative e stress durante i pasti.

Limiti della revisione

  • Numero esiguo di studi disponibili e forte eterogeneità metodologica.

  • Campioni ridotti e mancanza di studi longitudinali.

  • Scarsa indagine sull’interazione tra microbiota intestinale, elaborazione sensoriale e comportamento alimentare, che rappresenta una frontiera promettente per future ricerche.

Take-home message

  • La selettività alimentare è comune nei bambini autistici e riflette differenze neurobiologiche e sensoriali.

  • Texture, odori e colori influenzano profondamente l’accettazione del cibo.

  • È essenziale evitare forzature e promuovere un ambiente prevedibile e sereno.

  • La collaborazione tra professionisti e famiglie è fondamentale per migliorare la qualità dell’alimentazione e ridurre lo stress a tavola.

  • Interventi che tengano conto della sensorialità individuale mostrano maggiore efficacia nel lungo termine.


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